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Pubblicato il feb 5, 2014 in News

AVVISO PIANO DEL PINETO

PREMESSA

Il Parco Urbano Regionale “Pineto” è stato istituito con Legge Regionale del 23 febbraio 1987, n.21 e la gestione è stata affidata all’Ente Roma Natura, Ente parco istituito con la Legge Regionale 6 ottobre 1997, n.29 (art. 40).

La legge regionale n. 29/1997 stabilisce che il piano dell’area naturale protetta sia aggiornato almeno ogni dieci anni. Agli aggiornamenti e alle variazioni del piano si deve provvedere secondo le procedure previste dall’art. 26 della L.R. 29/1997 per la sua adozione e approvazione.

La volontà dell’Ente di procedere all’aggiornamento del Piano del Pineto deriva principalmente dal fatto che il Piano oggi vigente non è conforme alla legge regionale n. 29/1997 e alle prescrizioni del Piano Territoriale Paesistico Regionale, causando difficoltà applicative del vincolo ambientale nel parco del Pineto e una disparità di trattamento rispetto alle altre aree naturali protette gestite da Romanatura con un piano approvato conforme alla legge regionale n. 29/1997 (es. Riserva naturale di Monte Mario e Riserva naturale dell’Insugherata).

 

ITER AMMINISTRATIVO VARIANTE PIANIFICAZIONE

La variante del Piano del Pineto, al momento in fase di bozza elaborata dall’Ufficio Tecnico del Parco, deve ancora essere adottata dal Commissario Straordinario dell’Ente (primo atto formale), successivamente dovrà ottenere l’autorizzazione dalla V.A.S. (valutazione ambientale strategica) presso la Direzione regionale urbanistica e successivamente sarà depositato per quaranta giorni presso le sedi degli enti locali interessati e della Regione.

La Giunta regionale, una volta approvata la variante, provvederà, con un avviso da pubblicare su un quotidiano a diffusione regionale, a dare notizia alla cittadinanza dell’avvenuto deposito e del relativo periodo. Durante questo periodo chiunque può prendere visione e presentare osservazioni scritte all’ente di gestione, L’Ente esprimerà il proprio parere entro i successivi trenta giorni e trasmetterà il parere e le osservazioni alla Giunta Regionale. È questo il momento partecipativo, previsto dalla legge, in cui la pianificazione coinvolge tutti i soggetti interessati, siano essi Enti (Roma Capitale, Municipi, etc.) o Associazioni, Comitati di quartiere, semplici cittadini.

Dopo la fase delle osservazioni al piano, l’Ente approva le osservazioni o, in caso negativo, respinge le osservazioni con le controdeduzioni. Il piano così “controdedotto” viene inviato alla Regione Lazio per l’approvazione (con eventuali modifiche o integrazioni) da parte della Giunta regionale. Successivamente il piano viene inviato al Consiglio regionale dove, dopo il passaggio in Commissione ambiente, viene finalmente approvato dall’Assemblea consiliare (con eventuali modifiche o integrazioni). La deliberazione consiliare di approvazione del piano, una volta pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Lazio, rende valido a tutti gli effetti il piano d’assetto del Parco.

 

TEMATICHE DELLA VARIANTE

Ai sensi dell’art. 26 comma 5 bis della L.R. 29/97 è stata effettuata una variante al piano del Pineto approvato rispettando i seguenti criteri:

Il Piano del Pineto, approvato con L.R. n. 21 del 23 febbraio 1987,  non presentava, ai fini della tutela e della promozione dei valori naturali paesistici e culturali, quanto previsto dall’art. 26 della L.R. 29/97 che prevede:

a)      La perimetrazione definitiva dell’area naturale protetta;

b)      Le destinazioni di uso pubblico o privato dell’area naturale protetta e le relative norme di attuazione con riferimento alle varie aree;

c)      I diversi gradi e tipi di accessibilità veicolare e pedonale, prevedono in particolare percorsi, accessori e strutture idonee per i disabili, i portatori di handicap e gli anziani;

d)      I sistemi di attrezzature e servizi per la funzione sociale dell’area naturale protetta, quali: musei, centri di visita, uffici informativi, aree di campeggio e attività agrituristiche;

e)      Gli indirizzi ed i criteri per gli interventi sulla flora, sulla fauna, sui paesaggi e sui beni naturali e culturali in genere;

f)       L’organizzazione generale del territorio e la sua articolazione nelle seguenti zone caratterizzate da forme differenziate di tutela, godimento ed uso:

1)      Zona di riserva integrale, nella quale l’ambiente naturale è conservato nella sua integrità;

2)      Zona di riserva generale, nella quale è vietato realizzare nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio. Possono essere consentite le utilizzazioni produttive, la realizzazione delle infrastrutture strettamente necessarie, gli interventi sulle risorse naturali a cura dell’ente gestore, nonché gli interventi di manutenzione previsti dall’articolo 31, primo comma, lettera a) e b), della legge 5 agosto 1978, n. 457. sono altresì consentiti interventi di adeguamento igienico sanitario e strutturali del patrimonio edilizio esistente per finalità agro-silvo-pastorale ed agrituristiche;

3)      Zona di protezione, nella quale, in armonia con le finalità istitutive dell’area naturale protetta e in conformità ai criteri fissati dall’ente di gestione con il regolamento di cui all’articolo 27, continuano, secondo gli usi tradizionali o secondo metodi di agricoltura biologica e/o compatibile, le attività agro-silvo-pastorali, la raccolta di prodotti naturali, incoraggiando anche la produzione artigianale di qualità e l’attività agrituristica. Sono altresì ammessi gli interventi dall’articolo 31, primo comma, lettere a), b) e c), della L.457/1978, salvo l’osservanza del comma 1, lettera a), sulle destinazioni d’uso;

4)      Zona di promozione economica e sociale, da individuare nelle aree più estesamente modificate da processi di antropizzazione, nella quale le iniziative previste dal programma pluriennale di cui all’articolo 30 possono svilupparsi in armonia con le finalità di tutele dell’area, per migliorare la vita sociale e culturale delle collettività locali ed il godimento dell’area stessa da parte dei visitatori.

Pertanto è stata effettuata una modifica della zonizzazione per :

–          effettuare un adeguamento alla legge regionale vigente L.R. 29/1997, art. 26;

–          essere conformato alle prescrizioni del Piano Territoriale Paesistico Regionale approvato con atti n. 556 del 25 luglio 2007 e n. 1025 del 21 dicembre 2007;

–          essere conformato a quanto contenuto dal DPR 6 giugno 2001 n. 380 e delle norme tecniche del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma adottato con deliberazione n.18 del 12 febbraio 2008, implementato tenendo conto delle definizioni introdotte dalla circolare esplicativa del Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica Direzione e Attuazione degli Strumenti Urbanistici, U.O. Permessi di Costruire.

 

NOTA BENE

Si sottolinea come, ad oggi, sia vigente il Piano del Pineto, approvato con L.R. n. 21 del 23 febbraio 1987 e consultabile nel sito internet www.romanatura.roma.it.

Il piano aggiornato sarà infatti valido solo quando sarà approvato dal consiglio regionale e la relativa delibera sarà pubblicata sul bollettino ufficiale della Regione Lazio.