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Pubblicato il mag 15, 2013 in News, Vigilanza

Attività guardiaparco: Monitoraggio scoiattolo

Su proposta dell’Ufficio Tecnico Naturalistico, il personale Guardiaparco ha collaborato attivamente al I censimento dello scoiattolo comune (Sciurus vulgaris) nelle aree protette gestite da RomaNatura. Il lavoro è iniziato nel 2012 per capire la densità relativa ed  un’eventuale differente distribuzione preferenziale in funzione di alcuni parametri stagionali, quale ad esempio l’alimentazione. Fino ad oggi sono stati impegnati più di venti Guardiaparco, coinvolti in tutte le fasi progettuali ed operative.Lo studio si è svolto sul territorio dell’area protetta della Riserva Naturale Regionale di Monte Mario, al cui interno il gruppo di lavoro ha individuato quattro siti, rilevati con gps e tracciati in cartografia dai Guardiaparco: A: Casale Mellini – Via Gomenizza, suddiviso in due tronchi, ricco di Pino d’Aleppo, lecceta, roverella. B: Via E. De Amicis, lato destro scendendo in direzione dello stadio Olimpico, caratterizzato da pineta, leccio e roverella. C: Don Orione, percorso ad anello raggiungibile da Via E. De Amicis, lato sinistro scendendo in direzione dello stadio Olimpico, ricco di leccio, sughera e roverella. D: Cimitero dei Francesi, ingresso di Via Casali di Santo Spirito,  caratterizzato da pineta.   Due sono stati gli strumenti utilizzati, per un’indagine qualitativa e quantitativa: 1) la tecnica con hair tube, per la cattura dei peli. Dalla letteratura scientifica, con formule matematiche complesse, si riesce a risalire ai dati sulle quantità. Dai peli possiamo avere informazioni sulla distribuzione dello scoiattolo e sull’incidenza di altri arboricoli, in particolare ratto nero e moscardino. In che modo? Prima di tutto i Guardiaparco hanno posizionato i tubi sui tronchi degli alberi, a distanze precedentemente definite, quindi hanno messo semi di girasole al centro del tubo, spalmato della crema di nocciola alla base delle due entrate e fissato il nastro biadesivo sulla parte superiore degli ingressi. Tolta la pellicola di protezione, trascorso un periodo di quindici giorni, i Guardiaparco hanno recuperato il nastro adesivo ed i peli rimasti attaccati in seguito al passaggio degli animali. Questa tecnica innocua è stata ripetuta in quattro periodi distinti; le tracce raccolte dai Guardiaparco servono per realizzare la fase successiva del lavoro, ad oggi non ancora ultimata, consistente nell’analisi al microscopio per il riconoscimento delle specie. 2) mangiatoie per foraggiamento, contenenti due bicchieri, uno per i semi ed uno per l’acqua. Le mangiatoie servono per favorire la confidenza degli scoiattoli con l’ambiente e facilitarne l’osservazione diretta. I Guardiaparco hanno provveduto a costruire le mangiatoie in legno, a collocarle ed a  foraggiarle, ogni due giorni ed alla solita ora nei quindici giorni precedenti il monitoraggio. L’osservazione si è svolta da punti prestabiliti dal gruppo di lavoro, per una durata di trenta minuti; i dati rilevati sono stati annotati su una apposita scheda. Sono state foraggiate 52 stazioni sulle 4 aree: A+D: hair tube e mangiatoie C+B: solo hair tube A e D sono state le stazioni di campionamento. Le osservazioni dei Guardiaparco sono proseguite anche durante l’ordinario svolgimento delle attività di controllo del territorio; questo impegno continuativo nel tempo ha consentito di assistere a diverse peculiarità del comportamento degli scoiattoli, come ad esempio le modalità adottate per il prelievo dei semi dalla mangiatoia, tra le quali l’estrazione del bicchiere con gli arti anteriori ed il suo capovolgimento per raggiungere i semi residui sul fondo. Un comportamento di singolare interesse è stato osservato in data 11 aprile 2012: uno scoiattolo adulto ha impiegato più di un’ora, indifferente alle intemperie, per trasferire quattro cuccioli da una tana ad un’altra, afferrandoli uno ad uno con i denti per la nuca. I cuccioli assumevano una posizione talmente raccolta, chiusi su se stessi, da apparire una protuberanza rotondeggiante del muso dell’adulto, distinguibile unicamente per la differenza del colore del mantello. Per poter documentare altri particolari, il gruppo di lavoro ha deciso di utilizzare una fototrappola, posizionata dai Guardiaparco in corrispondenza della mangiatoia situata in prossimità delle sede di Villa Mazzanti. Le attività del gruppo di lavoro non sono ancora concluse e dati certi non possono ancora essere estrapolati; quanto finora  osservato ha suggerito di prevedere la richiesta di collaborazione di altre Istituzioni competenti territorialmente e dei cittadini residenti nelle zone limitrofe alle aree protette, per poter intraprendere ulteriori iniziative volte alla tutela della fauna selvatica, tra le quali lo studio per l’individuazione dei corridoi naturali di collegamento tra le Aree Naturali Protette usate nelle migrazioni e l’installazione della segnaletica stradale di pericolo per attraversamento fauna selvatica in alcune zone critiche della città.